"Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone." (J. Steinbeck)

Il turismo come lo si intende oggi, fatto di viaggi verso mete lontane, per motivi che possono essere di puro svago o per il bisogno di conoscere luoghi diversi e ignoti, si è sviluppato come abitudine di massa nel secolo scorso. Neanche cento anni fa, infatti, la maggior parte delle persone nasceva, viveva e moriva senza abbandonare mai uno spazio geografico molto limitato. Con il trascorrere dei secoli assistiamo al trasformarsi del turismo da fenomeno d'élite a fenomeno di massa. Questo cambiamento si è verificato soprattutto in seguito all'invenzione dei moderni mezzi di trasporto, che hanno abbattuto le barriere spazio - temporali, rendendo gli spostamenti più brevi e confortevoli. Il XX secolo, con il potenziarsi delle tecnologie d'avanguardia, ha portato all'esplosione del turismo con il conseguente dilagare dell'industria del divertimento che, migliorando e diversificando le offerte, è oggi in grado di fornire i massimi comfort. Per soddisfare i sogni di tutti, il turismo si è diversificato in maniera straordinaria, fino al punto di personalizzarsi: si possono moltiplicare i viaggi e scegliere le stagioni più favorevoli per godere ora della montagna, ora della spiaggia, ora dell'incanto rurale, ora delle città. Ma lo sviluppo del turismo di massa ha portato alla standardizzazione del prodotto, molte località si sforzano di far coincidere il paesaggio reale con l'immagine che il turista ha di quel luogo. 
Questo ha conseguenze in termini di impatto ambientale, culturale, sociale ed economico che non possono essere ignorate. Anche le possibilità di incontro e di scambio tra turisti e popolazioni locali sono, nella maggior parte dei casi, limitate ad esperienze frettolose ed artefatte, quando invece il viaggio dovrebbe essere "un'immersione" nella cultura che si incontra e un'opportunità di arricchimento reciproco tra popoli diversi.


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